GIRONA: GUIDA COMPLETA TRA STORIA, LEGGENDE E ATTRAZIONI IMPERDIBILI

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Veduta panoramica di Girona

Una mini guida per il vostro viaggio a Girona

Siete in Catalogna o state pensando di andarci? State cercando una meta per la vostra vacanza in bassa stagione? Magari state assistendo alla Vuelta e cercate qualche bella località da visitare tra una tappa e l’altra?

Oggi vi portiamo alla scoperta di una delle città più straordinarie della Catalogna.  Girona, una piccola cittadina dell’entroterra, distante circa 40 km dalla Costa Brava e dalla famosa Lloret de Mar, e a circa 100 km da Barcellona.

Girona non rappresenta una meta turistica soltanto per la sua bellezza, ma soprattutto per la sua storia e le tante leggende che ancora oggi popolano le sue strade.

Vi proponiamo un viaggio alla scoperta di un tesoro ineguagliabile dove leggende e tradizioni si intrecciano in un ricco mosaico di simboli e storie.

GIRONA: TRA STORIA E LEGGENDA

Girona, ultima provincia catalana prima del confine con la Francia, ha storicamente resistito all’influenza della cultura francese e castigliana, diventando un baluardo della tradizione catalana.

Secondo la leggenda, fu fondata dal gigante mitologico Gerione, figlio di Crisaore e Calliroe nonché re dell’isola Eritea nell’Oceano Atlantico (forse l’odierna Madera), che diede il suo nome alla città dopo aver esteso il suo regno fino alla penisola iberica.

La sua conquista venne però interrotta da Ercole, che lo sconfisse durante una delle sue dodici fatiche.

La storia reale di Gerona è ben diversa. Gli Iberici furono i primi abitanti, che si stanziarono nei promontori circostanti l’attuale città.

Alla fine del III secolo a.C., i Romani occuparono l’area durante la seconda guerra punica, integrandola nell’Hispania Citerior. Nel I secolo a.C., Pompeo, per contrastare il generale mariano Sertorio, costruì un oppidum (ovvero una città fortificata priva di un confine sacro, cd. “pomerio” che invece è distintivo dell’urbe) lungo la via Heraclea (poi via Augusta), fondando così Gerunda per scopi militari.

Anfora del 540 a.c.
Gerione e Ortro. Lato B di un’anfora attica a figure nere, ca. 540 a.C. Da Vulci

Dalle origini romane alla fondazione di Gerunda

L’origine del nome potrebbe derivare dalla denominazione iberica “Undarius” legata al fiume Onyar che attraversa la città.

La città di Gerunda sorse come un importante baluardo difensivo all’ingresso della via Augusta in territorio iberico.

La sua popolazione venne a formarsi attraverso la fusione dei residenti originari del villaggio di Sant Julià de Ramis, obbligati a trasferirsi presso l’oppidum pompeiano, con i legionari romani stanziati nella zona e vari gruppi locali probabilmente già influenzati dalla cultura romana.

Fin dalla sua fondazione, la sua posizione strategica favorì lo sviluppo di un ruolo centrale nell’organizzazione territoriale romana della regione, grazie ai suoi collegamenti con il porto di Empúries. Quest’ultimo rappresentò il primo avamposto romano nel nord-est della penisola iberica, istituito durante la seconda guerra punica sulle vestigia di un antico insediamento greco preesistente.

Il Barri Vell: il centro storico di Girona

La conformazione della città di Gerunda si distingueva per la sua irregolarità, non rispettando le consuete caratteristiche architettoniche delle urbes romane. Infatti, la sua struttura urbana presenta un impianto del tutto irregolare.

Nonostante ciò, è ancora possibile individuare alcuni elementi fondamentali dell’urbanistica romana. Il cardine massimo, ovvero la strada principale che attraversava il centro delle città romane, coincide con l’antico tracciato della via Augusta. Al giorno d’oggi, questa è stata rimpiazzata dal Carrer de la Força (Via della Forza), la via principale del Call, lo storico quartiere ebraico di Girona, che fino al 1492 ospitava la più rilevante comunità giudaica della Catalogna.

Il foro romano, invece, corrisponde all’attuale Plaça de la Catedral, ed è molto probabile che nel foro sorgesse il tempio cittadino, il cui luogo oggi è occupato dalla Cattedrale di Girona, dedicata a Santa Maria.

Ciò che caratterizza in modo particolare la città di Gerona è la sua doppia muraglia costruita in due momenti diversi: la prima in concomitanza con la fondazione della città, l’altra intorno al 3^ secolo a.c.

Girona - Muraglia
Girona – muraglia – Gyrofrog – CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=268262

Le differenze tra di esse sono rilevanti e da esse si può identificare facilmente il periodo della costruzione. Infatti, le pietre di cui sono composte sono diverse per forme e composizione.

Inizialmente, servivano a difendere i cittadini dalle ripetute incursioni germaniche, ma assumevano anche la funzione di delimitare il territorio dell’urbe da quelli circostanti.

Durante il basso medioevo, in occasione di un assedio perpetrato da parte dei francesi, nacque una leggenda legata al patrono della città che si narra tutt’oggi. Sembra che in questa occasione, le truppe francesi occuparono la collegiata di San Feliu dove riposavano le spoglie mortali di Sant Narcìs. Ma la profanazione non rimase impunita. Migliaia di mosche iniziarono a pizzicare soldati e cavalli, costringendoli alla ritirata.

Carrer de la Força, l'antica via Augusta.
Carrer de la Força, l’antica via Augusta – Tallaferro – CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=558460

Il XIII secolo fu un periodo di grande splendore per Gerona, in particolare grazie alla fiorente comunità ebraica.

La città divenne un importante centro culturale e religioso grazie alla scuola cabalistica, che si affermò come uno dei principali poli di studio della Cabala. Figura di spicco fu il rabbino Nahmanides, noto anche come Bonastruc ça Porta, che ricoprì il prestigioso ruolo di Gran Rabbino della Catalogna.

Tuttavia, il XIV secolo segnò l’inizio della decadenza per la comunità ebraica locale. Il 10 agosto 1391, molti ebrei vennero imprigionati nella torre Gironella, subendo forti pressioni per convertirsi al cristianesimo.

La situazione peggiorò ulteriormente con il matrimonio tra Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona, i cd. Re cattolici, che sancì la nascita del regno di Spagna e l’espulsione degli ebrei da tutti i territori sotto il loro dominio.

Oggi, il ghetto di Gerona resta uno dei meglio conservati in Europa ed è considerato una delle principali attrazioni turistiche della città.

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COSA VEDERE E COSA FARE A GIRONA

Veduta panoramica di Girona
Veduta di Girona

Girona è una città intrisa di fascino e mistero, dove leggende e tradizioni si intrecciano in un ricco mosaico di simboli e storie.

Tra i protagonisti del suo immaginario troviamo le famose mosche di San Narciso, legate a una curiosa leggenda locale, e la statua della Lleona, che si bacia per scaramanzia con la speranza di tornare nuovamente in città.

Non mancano poi figure enigmatiche come la strega della Cattedrale e il Vampiro della Rambla, che aggiungono un tocco oscuro e suggestivo alla narrazione popolare.

A rendere ancora più peculiare l’identità della città è il suo mitico fondatore, il mostruoso gigante Gerione, una figura che affonda le radici in tempi lontani e imprecisati. Sebbene molti di questi simboli non possano essere considerati esoterici nel senso stretto del termine, rappresentano a pieno titolo il vivace patrimonio culturale e folcloristico che rende Girona unica nel suo genere. Passeggiare tra le sue strade significa immergersi in una dimensione dove mito e realtà convivono in perfetta armonia.

Il Barri Vell, ovvero il centro storico di Gerona, rappresenta il fulcro della città, le cui origini risalgono all’epoca romana con l’antica Gerunda.

Questo affascinante quartiere raccoglie diversi monumenti di grande rilevanza storica e culturale, tutti racchiusi dalla imponente cinta muraria che domina la zona.

La fortificazione offre la possibilità di effettuare un incantevole percorso archeologico, noto anche come la passeggiata della muraglia, un itinerario che consente ai visitatori di ammirare splendide vedute panoramiche sulla città e di immergersi nella sua storia millenaria.

Vediamo quali sono i monumenti da non perdere.

Les Cases penjades, le case sull’Onyar

Les Cases Penjades sul fiume Onyar a Girona
Les Cases penjades, le case sull’Onyar

Le case dai colori pastello che si affacciano sul fiume Onyar rappresentano uno dei tratti distintivi di Gerona. Queste abitazioni pittoresche sono state costruite in epoche diverse a partire dalla fine del Medioevo e, inizialmente, ospitavano i pescatori. Infatti, erano situate proprio a ridosso del muro di cinta che terminava direttamente sull’Onyar, e collocate in una posizione sopraelevata rispetto all’acqua. Per questo venivano chiamate “pendenti” (penjades) sull’acqua.

In passato, questa area si trovava al di fuori del nucleo cittadino, in una zona periferica e degradata, prospiciente il fiume. Con l’ampliamento della Rambla e il successivo abbattimento dell’attigua sezione della muraglia in tempi più recenti, le case sono state integrate nel centro storico e sottoposte a lavori di ristrutturazione. Oggi offrono un’immagine unica e suggestiva della città mediterranea, tanto che la loro somiglianza con le case che si affacciano sull’Arno a Firenze ha fatto guadagnare a Gerona il soprannome di “Petita Florència”.

Ponte Eiffel a Girona sul fiume Onyar
Ponte delle antiche pescherie (Pont de les Peixateries Velles)

Tra le gemme architettoniche che impreziosiscono il fiume Onyar, spicca un ponte in ferro dipinto di rosso, posizionato proprio nei pressi delle suggestive “cases penjades”. Si tratta del ponte Eiffel, noto anche come il ponte di ferro, progettato nel 1877 dal celebre ingegnere francese Gustave Eiffel, famoso per aver successivamente ideato la celebre torre simbolo di Parigi.

Curiosamente, questa struttura non nacque con l’intento di diventare un ponte pubblico. Infatti, inizialmente Eiffel l’aveva pensata come costruzione da collocare all’interno della sua abitazione parigina. Tuttavia, la città di Gerona decise di acquistarla, trasformandola in una soluzione urbana più moderna per attraversare il fiume. L’acquisto si rese necessario per sostituire una passerella di legno dipinta di rosso che, fino a quel momento, era stata utilizzata dai pescatori per attraversare l’Onyar.

Delle informazioni storiche riportano che il ponte fu montato sul suo attuale sito proprio nell’anno di progettazione, il 1877. La città investì 22.500 pesetas per completare l’opera, un prezzo che oggi la rende un simbolo significativo non solo dal punto di vista culturale ma anche storico. Oggi, il ponte Eiffel non è solo un mezzo per passare da una sponda all’altra del fiume: è un luogo affascinante che racconta storie di ingegno, funzionalità e visione urbana.

El Call: il quartiere ebraico di Girona

Quartiere ebraico El Call Girona
Il quartiere ebraico (Call jueu)

Nel cuore del Barri Vell, un intrico di suggestive stradine medievali che sprigiona aneliti di storia ad ogni angolo, si trova El Call, l’antico quartiere ebraico.

Questo affascinante angolo della città era il fulcro della vita della comunità ebraica fino alla fine del XV secolo ed è oggi considerato uno dei centri medievali meglio preservati d’Europa.

Uno dei luoghi simbolo di El Call è il Centro Bonastruc Ça Porta, sede dell’antica sinagoga, ora trasformata in un dinamico centro studi legato all’Università di Girona.

Proseguendo verso nord, ci si trova di fronte al Montjuïc, una collina che custodisce un significato profondo nella storia locale. Il suo nome, che tradotto significa “monte dei giudei”, richiama l’antico cimitero ebraico, un luogo che testimonia la vita e le radici della comunità ebraica che un tempo abitava la città.

Cattedrale di Santa Maria a Girona

Cattedrale di Santa Maria Girona"
Cattedrale di Santa Maria

Nel cuore della piazza della cattedrale si erge la maestosa Casa Pastorale, un edificio dal fascino rinascimentale che oggi ospita il palazzo di giustizia. Questo luogo storico è impreziosito dalla presenza della Cattedrale di Santa Maria, che domina la scena con la sua straordinaria architettura.

La chiesa, a pianta basilicale, vanta un primato unico: è la navata gotica più ampia del mondo, con una larghezza di ben 22,98 metri. Per dimensioni, è seconda solo alla sontuosa Basilica di San Pietro in Vaticano, la cui navata raggiunge i 25 metri.

La costruzione della Cattedrale iniziò nell’XI secolo e fu portata a termine solo nel XVIII secolo, rinforzando il suo status di testimonianza millenaria di arte e fede e rappresenta oggi un mix di stili e caratteristiche uniche al mondo.

Particolarmente imponente è la torre campanaria, risalente al 1040. Questa struttura è suddivisa in piani distinti da solai sorretti da eleganti archi lobati ciechi. Nel coronamento della torre, gli archi lasciano spazio a finestre che illuminano l’ultimo piano, quello che custodisce la campana e suggella la sua magnificenza architettonica.

Inizialmente, il progetto della chiesa prevedeva una struttura a tre navate. Tuttavia, la proposta di ridisegnarla con un’unica navata generò tensioni e portò alla sospensione dei lavori, scatenando un dibattito tra responsabili e tecnici che si prolungò per cinquant’anni. Solo nel 1417, il vescovo convocò una riunione con costruttori e architetti durante la quale venne deciso che la chiesa avrebbe avuto una sola navata alta 34 metri, conferendole una posizione di rilievo nell’architettura gotica del tempo.

L’altare è arricchito da pale in argento e da un baldacchino che lo sovrasta – anch’esso in argento – opere risalenti al medioevo.

Al suo interno si trova il sepolcro di Roman de Beringuer II, Conte di Barcellona, a cui è legata una leggenda curiosa. Si narra che quando morì nel 1082 – probabilmente ucciso dal fratello gemello – un falco lo accompagnò fino al suo luogo di sepoltura nella cattedrale e, subito dopo, morì. A testimonianza di questo evento, sulla volta del portale è stata scolpita la figura di un falco.

Cattedrale di Santa Maria Girona
Catedral_de_Girona_-_Nau_centra-lDi Josep Renalias – https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/

La facciata è, invece, di stile barocco e fu progettata nel 1730 da Pau de Costa, mentre la scalinata centrale d’accesso fu realizzata nel 1607.

All’esterno, la cattedrale conserva ancora il portico gotico di San Miguel, situato a nord, e il portico degli Apostoli, al sud, risalenti al XIV secolo, impreziositi con sculture aggiunte nel XV secolo.

Il chiostro romanico del XII secolo è collocato sopra la cappella maggiore, mentre l’altare maggiore, realizzato in argento dorato e smalto tra il 1320 e il 1357, è considerato un capolavoro dell’oreficeria gotica.

Il punto più elevato della cattedrale ospita una figura di un angelo: originariamente concepito come un’allegoria della Fede con gli occhi coperti da una benda. Però, durante il restauro la benda sparì dalla scultura.

L’Angelo della Cattedrale

Una particolare curiosità è rappresentata da una figura umana (l’unica) collocata tra i doccioni della cattedrale: una strega conosciuta come “La strega della cattedrale”. Secondo la leggenda, questa donna di Gerona praticava la stregoneria e dimostrava il suo disprezzo verso la religione lanciando pietre contro il tempio. Si narra che un giorno fu colpita da un intervento divino che la trasformò in pietra. I cittadini decisero così di integrare la sua figura nella struttura della cattedrale affinché dalla sua bocca potesse fuoriuscire solo acqua piovana pura, anziché maledizioni e insulti.

La strega della cattedrale
La strega della cattedrale

Il culto di Carlo Magno

In questa cattedrale si celebra tuttora il culto di Carlo Magno in omaggio alla sua impresa per aver liberato la città dal dominio musulmano. Infatti, è dedicata proprio a lui la torre romanica e la sedia vescovile risalente all’XI^ secolo, conosciuta anche come “trono di Carlo Magno”.

Il culto di Carlo Magno non può essere considerato un culto religioso nel senso tradizionale, ma rappresenta piuttosto una forma di venerazione e ammirazione per la sua figura storica di imperatore del Sacro Romano Impero.

Carlo Magno non fu semplicemente un sovrano, ma rappresentò anche una figura centrale nella diffusione della cultura e nella cristianizzazione del continente europeo.

Incoronazione imperiale di Carlo Magno, di Friedrich Kaulbach, 1861

L’incoronazione di Carlo Magno come Imperatore del Sacro Romano Impero rappresentò un momento cruciale nella storia europea, segnando l’inizio di un nuovo assetto politico che avrebbe profondamente influenzato il panorama del continente per secoli.

Questo evento, avvenuto il giorno di Natale dell’anno 800 nella Basilica di San Pietro a Roma ad opera di Papa Leone III, sancì l’unione tra il potere spirituale della Chiesa e il potere temporale dell’impero, creando una struttura istituzionale che mirava a consolidare l’autorità dei sovrani sotto l’egida religiosa. Oltre a rafforzare il ruolo centrale della figura imperiale, l’incoronazione di Carlo Magno tracciò le basi per una visione unitaria dell’Europa medievale, contribuendo allo sviluppo di un’identità comune e gettando le premesse per l’evoluzione delle relazioni politiche e culturali tra i regni europei.

Sostenitore del cattolicesimo, si impegnò attivamente nella diffusione della cultura e nella standardizzazione delle liturgie, lasciando un segno indelebile nella storia europea e nella tradizione cristiana.

Chiesa di Sant Feliu e le mosche di San Narciso

Chiesa di Sant Feliu a Girona
Chiesa di Sant Feliu (o San Felix) – By Georges Jansoone (JoJan) – Own work, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12167123

La costruzione, risalente all’inizio del XII secolo, venne collocata sopra la tomba di San Felice l’Africano, un cristiano martirizzato intorno al 305. Sebbene la sua struttura originaria sia romanica, i lavori di costruzione vennero completati in più fasi, adottando stili diversi.

L’abside, le decorazioni degli interni e la torre campanaria presentano elementi gotici. Quest’ultima, secondo il progetto iniziale, avrebbe dovuto avere una torre gemella sull’altro lato della facciata per creare un effetto di simmetria, ma non venne mai realizzata. La facciata principale e la scalinata sono invece di impronta barocca, mentre in stile romanico rimangono i pilastri e gli archi delle navate.

All’interno si trova la cappella di San Narciso, patrono di Gerona, che custodisce le spoglie del santo. L’altare maggiore presenta una pittura barocca che raffigura il miracolo delle mosche, attribuito al santo per scacciare i francesi di Filippo III durante l’assedio alla città nel 1285.

San Narciso di Girona
San Narciso di Girona

Si narra che nel 1285, l’esercito francese, incapace di trovare un varco per entrare nella città di Girona, devastò i quartieri al di fuori delle mura, compresa l’area dove si ergeva la Chiesa di Sant Feliu, che ancora oggi custodisce il sepolcro di San Narciso. Il sepolcro del santo, conservato nella Cattedrale di Girona, è il fulcro di numerose storie leggendarie legate alla città.

Nonostante fosse chiuso da una massiccia lastra, il sepolcro fu profanato e i suoi resti furono sparsi ovunque. Secondo la leggenda, un falegname che tentava di ricomporre il corpo per deporlo in un’urna si accorse che dal sepolcro fluivano sciami infiniti di mosche. Questi insetti, grandi e verdi, dotati di pungiglioni enormi, si scagliarono contro i soldati francesi che nel frattempo erano riusciti a penetrare in città. Le mosche attaccarono uomini e animali provocando morti numerose e costringendo l’esercito nemico alla ritirata.

L’intera spedizione francese si concluse con un disastro definitivo poco tempo dopo, in seguito alla battaglia del Col del Panissars. La leggenda delle mosche di San Narciso è talmente radicata nella storia locale che esse sono persino raffigurate su alcune pareti di Girona.

Si narra che il fenomeno si sia ripetuto nel 1653, quando la città fu assediata dalle truppe del generale Pléssis Bellière. In quell’occasione, gli abitanti di Girona portarono il sepolcro di San Narciso sulle mura cittadine, e ancora una volta, sciami di mosche uscirono dal sarcofago per affrontare l’esercito nemico. Sembra che episodi simili si siano verificati altre volte nel corso della storia.

Tuttavia, durante la guerra civile spagnola, i resti di San Narciso sembra siano andati distrutti e oggi il suo sarcofago sarebbe vuoto. Nonostante ciò, la leggenda delle mosche continua a vivere nelle memorie e negli angoli della città di Girona.

La statua della Lleona: simbolo di Girona

Statua della Lleona a Girona
La “Lleona”, il simbolo di Gerona.

Tra le affascinanti leggende di Girona, spicca una nuova storia legata alle mele di San Narciso. La città, a lungo afflitta da frequenti inondazioni, tentava di fronteggiare la furia delle acque costruendo ponti di emergenza e aprendo varchi nei muri per far defluire l’acqua. Nonostante gli sforzi, il problema continuava a ripresentarsi senza soluzione.

I gironini non avevano altra soluzione se non affidarsi alla fede, alle preghiere e alle mele di Sant Narcís per cercare un rimedio.

Queste particolari mele provenivano da una proprietà della confraternita del santo situata nei pressi di Banyoles. Erano frutti piccoli e di colore rosso, che durante la festa dedicata a Sant Narcís venivano posizionati sulla sua tomba. Al termine delle celebrazioni, erano distribuiti tra i fedeli. Si credeva che le mele, una volta benedette, fossero capaci di conservarsi per un anno intero e, soprattutto, avessero la straordinaria proprietà di placare le acque del fiume.

Gli abitanti delle case situate lungo l’Onyar ne mantenevano una buona scorta nelle loro dispense e, di fronte al pericolo di un’inondazione, le gettavano nel fiume per calmare le acque. Questo rito trovava probabilmente origine nei sacrifici umani che i romani compievano in onore del Tevere quando minacciava di esondare. Col passare del tempo, tale pratica fu soppiantata da offerte simboliche come fantocci di paglia o pane. La mela, in questo contesto, rappresenterebbe l’uomo, reinterpretato attraverso il filtro religioso.

Si narra che persino alcuni frati locali, ispirati da questa usanza, abbiano deciso di piantare alberi di mele nei loro terreni per supportare il rito.

Nella chiesa si conserva anche il sepolcro di Alvarez de Castro, il generale che diede un contributo fondamentale alla difesa della città durante la guerra d’indipendenza, lottando fino alla morte contro le truppe napoleoniche.

Di fronte alla scalinata della chiesa è situata la statua della Lleona, simbolo di Girona e risalente all’epoca medievale. Raffigura una leonessa arrampicata su una sottile colonna. Probabilmente venne concepita per essere collocata all’interno della chiesa di Sant Feliu, ma il progetto rimase incompiuto a causa della mancanza di fondi.

Secondo una tradizione radicata nella città di Girona, ogni abitante ha l’usanza di baciare il posteriore della scultura raffigurante una leonessa prima di partire per un lungo viaggio. Questo gesto simboleggia la promessa di tornare nella cittadina catalana, una tradizione valida anche per i visitatori che si preparano a rientrare nelle proprie città. La statua che oggi si può ammirare è una replica, mentre l’originale è custodito presso il Museo d’Arte di Girona.

Monastero di Sant Pere de Galligants e Museo Archeologico

Monastero di Sant Pere de Galligants Girona
Monastero di Sant Pere de Galligants

Questo edificio rappresenta una delle costruzioni romaniche più importanti della Catalogna.

Venne costruito sopra un edificio pre-romanico intorno alla fine del X secolo e ultimato nel XII secolo. Originariamente era adibito a monastero benedettino.

Al suo interno accoglie una chiesa monumentale particolarmente grande, costituita da tre navate suddivise da pilastri enormi, e un piccolo chiostro che ospita un museo archeologico che custodisce numerosi reperti dell’antica Gerunda.

I Bagni Arabi di Girona

Bagni Arabi Girona
I bagni arabi di Gerona

Un’ulteriore testimonianza del crogiuolo di culture che ha caratterizzato la città fin dalla sua fondazione, è rappresentata dai cd. Bagni Arabi.

Questa costruzione, risalente al 1194, era inizialmente ispirata alle terme e ai bagni pubblici di epoca romana, ma impreziositi da elementi architettonici arabeggianti.

La struttura subì un importante intervento di ristrutturazione a seguito dell’assedio del 1283. Chiusi definitivamente nel VX secolo, vennero riaperti al pubblico soltanto nel 1929.

Un’ampia cupola con un lucernaio sovrasta la costruzione. Da esso proviene una suggestiva luce che illumina gli ambienti sottostanti.

Altri luoghi interessanti da visitare

 

La Rambla, il vampiro e le leggende di Girona

Parallelamente al fiume Onyar, si trova la Rambla. Il corso principale che, come quello di Barcellona, ospita numerosi negozi e bar all’aperto. Come tutti gli altri luoghi di Girona, anche qui troviamo una leggenda che riguarda questo incantevole viale. Durante l’Alto Medioevo, anche Girona venne colpita dall’epidemia di peste che flagellò l’intera Europa. Molti casi di infezione si manifestarono proprio in questa zona.

Pertanto, le autorità cittadine ne disposero la chiusura con delle barricate di legno per isolarla dal resto della città e la Rambla venne sottoposta a quarantena per impedire la diffusione del morbo. Durante questo periodo di isolamento e malattia, un personaggio curioso chiamato il Tarlà si aggirava per la strada con l’intento di rallegrare gli animi facendo capriole, giochi di equilibrismo su un palo di legno posto tra i palazzi e altri tipi di acrobazie.

Per ricordare questo simpatico burlone, venne poi costruito un pupazzo che ne imitava le sembianze e venne appeso ad una barra posta tra due edifici. Il pupazzo si muoveva con il soffiare del vento imitando le peripezie del Tarlà.

Al giorno d’oggi, questa tradizione viene rinnovata ogni anno in occasione delle feste primaverili a partire dal 23 aprile, giorno dedicato al santo patrono della Catalogna San Jordi.

A Girona, c’è anche una presenza misteriosa che sembra osservarti mentre cammini tra le vie della città: è il famoso vampiro della Rambla.

Sotto i portici della via principale, nascosto in un angolo, si può scorgere l’immagine di una testa umana, caratterizzata da una barba e un paio di ali da pipistrello.

Questo è il Vampiro della Rambla, protagonista di una delle leggende più affascinanti di Girona, immortalato in una scultura che si trova proprio in uno degli angoli dei portici.

Contrariamente alla classica malvagità associata ai vampiri, la figura della Rambla incarna un lato insolitamente romantico di queste creature mitiche.

Secondo la leggenda, il vampiro usa i suoi poteri per diffondere amore tra gli abitanti della città. Si narra che, se una persona riesce a portare l’oggetto del suo affetto sotto la figura di pietra e ottenere un dono dal suo amato, il vampiro interverrà facendo sbocciare un amore eterno tra i due.

Plaça de la Independència Girona
Plaça de la Independència

Piazza delle Uve

Girona vanta un altro primato molto particolare. La piazza più piccola d’Europa. Nota come Piazza delle Uve (in catalano Plaça dels Raïms), si trova al centro del Barri Vell e la sua superficie di appena 24 metri quadrati rappresenta uno spazio intimo e raccolto al quale si accede attraverso le Voltes d’en Rosés.

Nel corso del Medioevo, questa piazza era nota con il nome di Piazza della Paglia, o in catalano Plaça de la Palla, un appellativo che rifletteva le attività commerciali del luogo in quell’epoca. Successivamente, però, le venne attribuito il nome che oggi tutti conosciamo. La denominazione attuale si deve al fatto che un tempo vi si svolgeva un antico mercato dedicato alla vendita dell’uva.

Plaça de la Independència e Parco della Devesa

Un elemento di grande rilevanza è il Parco della Devesa, considerato il più vasto spazio verde urbano di tutta la Catalogna. Questo parco ha assunto la sua forma attuale grazie agli interventi realizzati durante il periodo di dominazione napoleonica, quando i francesi decisero di valorizzare l’area. Furono messe a dimora all’incirca 2.500 platani, che oggi caratterizzano il paesaggio, e venne progettato un giardino seguendo i canoni estetici tipici dello stile francese, con una disposizione curata e ordinata che rifletteva l’eleganza del periodo.

Un altro luogo di straordinaria importanza, che merita senza dubbio una particolare attenzione, e che si distingue per la sua ricchezza storica, culturale o naturale, è la Plaça de la Independència. Una piazza caratterizzata da eleganti portici al cui centro svetta il monumento commemorativo dedicato ai caduti della città durante la dominazione napoleonica. Questo quartiere rappresenta il fulcro della vita notturna di Gerona, ospitando la maggior parte dei locali e diventando così il punto di riferimento per i momenti di svago.

La Punxa: esempio di architettura liberty a Girona

Meritano particolare attenzione anche le architetture della zona: tra queste spicca “La Punxa”, un edificio risalente al 1918 situato nei pressi della stazione ferroviaria. Progettato dall’architetto locale Rafael Masó, è considerato uno dei più straordinari esempi dello stile liberty catalano.

LE FESTE TRADIZIONALI A GIRONA

Festa di Sant Narcís Girona

Festa di Sant Narcís

Questa celebrazione, dedicata al santo patrono di Girona, si svolge durante la settimana in cui cade il 29 ottobre, giorno consacrato a Sant Narcís. I festeggiamenti iniziano il 28 ottobre con un raduno nella piazza del municipio, dove il sindaco dà il via ufficiale alla festa con una proclamazione dal balcone dell’edificio. Il momento più solenne si ha il 29 ottobre, con una messa celebrata nella chiesa di San Feliu, che custodisce le reliquie del santo. Curiosamente, la cerimonia in onore del patrono si tiene nella chiesa del precedente protettore della città, San Felice.

Per quanto riguarda le attività ricreative, il Parco de la Devesa diventa un punto centrale di intrattenimento: vengono allestiti stand chiamati “les barraques” e un palco per concerti che attirano giovani e cittadini per momenti di festa che si protraggono fino a tarda notte per tutta la durata della settimana.

Correfoc e tradizioni popolari

Tra gli eventi più singolari, spicca il “Correfoc”, un’esperienza tipica della tradizione catalana. Nei suggestivi vicoli del Barri Vell, alcuni cittadini selezionati si travestono da diavoli e danno vita a una sfilata che coinvolge attivamente il pubblico. Armati di fiaccole e fuochi d’artificio, i diavoli simulano inseguimenti nel tentativo di “bruciare” gli spettatori. È raccomandato indossare abiti vecchi per assistere a questo spettacolo, poiché i vestiti potrebbero rovinarsi.

Il Correfoc è una manifestazione esclusiva della cultura catalana e si ripete in varie località della regione in diversi periodi dell’anno.

Temps de Flors: esposizione dei fiori

Temps de Flors Girona

Si svolge in primavera con una data variabile. È una celebrazione relativamente recente, nata con una vocazione promozionale, turistica e commerciale, che si tiene solitamente nella terza settimana di maggio.

La sua origine risale al 1955, quando fu organizzata una semplice esposizione di fiori presso la chiesa di Sant Domènec, oggi Teatro Municipale, grazie all’iniziativa di alcune donne della città. Col trascorrere degli anni, la manifestazione iniziò a evolversi, diventando una mostra artistica floreale ospitata nella stessa chiesa sconsacrata. Nella metà degli anni Novanta, il municipio decise di trasformare quella esposizione concentrata su Sant Domènec in un evento esteso a tutta la città.

Monumenti e cortili interni del centro storico, tra i più affascinanti, vengono aperti al pubblico per l’occasione: così nasce il “Temps de Flors de Girona”. Le installazioni artistiche sono realizzate da creativi locali, veri e propri scenari floreali disposti nei luoghi storici più suggestivi della città.

Altre feste importanti 

  • il Festival de Teatre Temporada Alta: manifesto di eccellenza teatrale che richiama produzioni internazionali e locali.
  • Il Festival de Cinema de Girona (Girona Film Festival): appuntamento dedicato al cinema con una selezione variegata di lungometraggi e cortometraggi.
  • Las Carpes: evento estivo che anima il Parco della Devesa con locali all’aperto, offrendo intrattenimento e svago durante la bella stagione.

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UN LIBRO NELLO ZAINO

Girona non è una città che si visita. E’ una città che si abita per qualche giorno, camminando lentamente tra vicoli che portano ancora il peso di duemila anni di storia. Per arrivarci già dentro, con gli occhi giusti, vale la pena leggere prima di partire. Questi sono i libri che mettiamo nello zaino per questo viaggio.

Il gioco dell’impiccatodi Imma Turbau racconta una storia d’amore adolescenziale nata nei barrios di Girona, in quella Catalogna di provincia dove tutti si conoscono da generazioni e gli estranei si chiamano ancora forasters. È il libro più vicino alla città vera. Non ai monumenti, ma alle persone.

Soldati di Salaminadi Javier Cercas – scritto da chi insegna all’Università di Girona – ricostruisce gli ultimi giorni della guerra civile spagnola, quando le truppe repubblicane in fuga verso la Francia attraversarono questa terra. Per capire cosa hanno vissuto queste pietre, questo libro è imprescindibile.

Omaggio alla Catalognadi George Orwell è il resoconto in presa diretta di un combattente straniero nella guerra civile. Girona è a pochi chilometri dal confine dove Orwell fuggì. Leggere queste pagine mentre si cammina sulla muraglia cambia la prospettiva su tutto.

Voci diverse, una sola Catalogna. Li trovi con le descrizioni nella pagina dedicata

COME RAGGIUNGERE GIRONA

Viaggio in Aereo

Volo Diretto: Il metodo più rapido e pratico per raggiungere la Spagna dall’Italia consiste nel prenotare un volo diretto verso l’aeroporto di Girona-Costa Brava. Il viaggio ha una durata stimata di circa 3 ore e 34 minuti, offrendo un’opzione conveniente sia in termini di tempo che di comfort.

Aeroporto di Girona: Situato a circa 10 chilometri dal cuore della città, l’aeroporto di Girona-Costa Brava costituisce un importante punto di accesso per i viaggiatori diretti a questa affascinante località spagnola. Grazie alla sua vicinanza al centro abitato, è possibile optare per diverse soluzioni di trasporto per proseguire il viaggio.

Aeroporto di Barcellona: Situato a poco più di 100 km da Girona, l’aeroporto di Barcellona-El Prat può costituire una valida alternativa vista la vicinanza.

Come raggiungere Girona dall’Aeroporto:

Automobile: l’opzione maggiormente suggerita è quella di noleggiare un auto direttamente all’aeroporto di Girona-Costa Brava o di  Barcellona-El Prat, se volete anche visitare i dintorni della città o se Girona è solo una delle tappe del vostro viaggio, o un servizio auto con conducente.

Autobus: Tra le opzioni più pratiche per spostarsi dall’aeroporto al centro città spicca l’utilizzo di un autobus diretto. Multiple compagnie di trasporto offrono un servizio ben coordinato con gli orari di arrivo e partenza dei voli, garantendo una connessione fluida e senza stress.

Treno: Per coloro che preferiscono un viaggio diverso, è possibile raggiungere la stazione ferroviaria di Girona e da lì prendere una navetta o autobus che collega comodamente al terminal aeroportuale. Questa soluzione può risultare vantaggiosa per chi ama godere del panorama durante il tragitto.

Autobus Interurbani: Un’altra possibilità consiste nell’usufruire dei collegamenti in autobus tra Girona e altre destinazioni. Sebbene questa opzione risulti economicamente più vantaggiosa, il tempo necessario per completare il viaggio potrebbe essere maggiore rispetto a quello richiesto dai voli diretti.

 Qui sotto troverete la mappa di tutti i luoghi che abbiamo indicato nell’articolo e le indicazioni esatte per raggiungerli

Buon Viaggio!

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2 commenti su “GIRONA: GUIDA COMPLETA TRA STORIA, LEGGENDE E ATTRAZIONI IMPERDIBILI”

  1. Chiara & Donato

    Wow che superGuida! Davvero dettagliata. Ci avete fatto venir voglia appena possibile di visitare questa meravigliosa città! Un caro saluto a presto da Chiara & Donato @Fuoridalsentiero

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