REDAZIONE
Osserviamo i territori, ne cerchiamo le storie e proviamo a comprenderli prima di raccontarli
LE PERSONE DIETRO PAROLEINGIRO
Serena e Massimo
Paroleingiro nasce dall’incontro di due modi diversi di osservare e raccontare i territori. Serena si occupa della ricerca e della scrittura, Massimo della fotografia, dei video e dello sviluppo digitale della rivista.
Competenze differenti che si incontrano in un progetto editoriale comune: conoscere i luoghi, comprenderne le storie e restituirle ai lettori attraverso parole e immagini.
SERENA
Lo sguardo editoriale
Sono Serena, accompagnatrice turistica e tour operator.
La mia formazione professionale è legata al viaggio e all’accompagnamento delle persone, ma la mia curiosità per i territori è nata molto prima.
Il ciclismo fa parte della mia storia da quando ero bambina. Guardavo le grandi corse insieme a mio padre e, mentre lui seguiva la gara, io finivo spesso per osservare altro: le strade, i paesi, le montagne, le vallate, i paesaggi che scorrevano sullo schermo.
Mi chiedevo dove fossero quei luoghi, come fossero al di là delle immagini della televisione, quali storie avessero.
“Il ciclismo mi ha insegnato
a guardare i territori”
Oggi mi occupo soprattutto della direzione editoriale, della ricerca e della scrittura.
Studio i luoghi, cerco le connessioni tra geografia, storia, cultura e memoria, verifico le informazioni e provo a trasformarle in racconti capaci di accompagnare il lettore oltre la destinazione.
Per me raccontare un luogo significa fare qualcosa di più che indicare dove andare. Significa cercare di capire che cosa stiamo attraversando.
MASSIMO
Lo sguardo visivo e digitale
Sono Massimo e mi occupo della parte web e visiva di Paroleingiro.
Non vado in bicicletta, ma la bicicletta fa parte del progetto anche attraverso il mio lavoro: trasformare le storie in un’esperienza digitale capace di accompagnare il lettore dentro i territori.
Mi occupo del sito, della grafica, della fotografia, dei video e degli aspetti tecnici che permettono alla rivista di prendere forma e di essere fruita nel modo più efficace possibile.
“La fotografia, in particolare,
è un altro modo di osservare”
Una strada, una luce, una prospettiva o un dettaglio possono raccontare un luogo in maniera diversa dalle parole. Per questo immagini e video non sono per noi semplicemente elementi che accompagnano gli articoli: fanno parte del racconto e contribuiscono a costruire lo sguardo con cui il lettore incontra un territorio.
Il mio lavoro consiste nel trovare un equilibrio tra contenuto, immagine e forma digitale. La parte editoriale e quella visuale non procedono su binari separati. Si influenzano continuamente. Una storia può suggerire un’immagine. Un’immagine può far nascere una nuova domanda. Un luogo fotografato può suggerire un’altra prospettiva sul racconto.
DUE COMPETENZE DIVERSE
Un solo progetto
Paroleingiro nasce dall’incontro di queste due dimensioni.
Da una parte il viaggio, la ricerca, la scrittura e l’osservazione dei territori.
Dall’altra la fotografia, il video, la grafica e la costruzione dell’esperienza digitale.
Non abbiamo bisogno di avere lo stesso modo di guardare un luogo.
Anzi, è proprio la differenza degli sguardi a rendere più ricco il progetto.
Serena cerca le storie che meritano di essere raccontate.
Massimo lavora perché quelle storie possano essere viste, ascoltate e attraversate
anche attraverso immagini e strumenti digitali.