
UN FINALE DI STAGIONE DA BRIVIDI
Il Giro di Lombardia 2025 si avvicina, pronto a scrivere l’ultimo capitolo di un’annata ciclistica che ha regalato emozioni indimenticabili.
La corsa, che si svolgerà il prossimo 11 ottobre, prenderà il via da Como, proseguendo attraverso alcuni dei tratti più suggestivi e tecnicamente difficili della Lombardia.
Questa 119^ edizione vedrà la partecipazione di 25 squadre, ognuna delle quali schiererà un organico composto da 7 corridori.
Conosciuta per il suo tracciato impegnativo e i paesaggi mozzafiato, questa competizione si prepara a coinvolgere atleti e spettatori con una nuova edizione che promette spettacolo e colpi di scena.
Infatti, il Giro di Lombardia, conosciuto anche come la “classica delle foglie morte”, è più di un semplice finale di stagione: rappresenta un banco di prova unico per le capacità tecniche e la resistenza dei migliori ciclisti al mondo
Questa corsa monumento, con i suoi percorsi impegnativi e le salite mozzafiato, è una vera e propria sfida per gli uomini di fondo, chiamati a dimostrare forza, abilità e determinazione per conquistare una vittoria che può segnare una carriera.
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EDIZIONE 2025

Negli ultimi anni, il Giro ha proposto tracciati che alternano l’arrivo tra Como e Bergamo, città strettamente legate al ciclismo per tradizione e passione.
Siamo in un anno dispari e, come un rituale che si ripete, l’ultima Monumento della stagione ciclistica partirà da Como per terminare a Bergamo
Il famigerato Ghisallo è sempre al centro dell’attenzione: questa salita dura e simbolica porta i corridori alla Chiesetta della Madonna dei Ciclisti, un luogo che mescola la spiritualità alla storia di questo sport. Qui si vive un’atmosfera solenne, dove la lotta fisica e mentale degli atleti diventa un omaggio alla dedizione che il ciclismo richiede.
A caratterizzare le ultime edizioni c’è stato il dominio di Tadej Pogačar, il fuoriclasse sloveno che ha riscritto la storia recente della corsa vincendo quattro volte. Ogni suo trionfo è stato una lezione di strategia, resistenza e talento puro, trasformandolo nell’emblema moderno del Giro di Lombardia.
Il nome di Pogačar è ormai associato indissolubilmente a questa manifestazione e alla sua capacità di conquistare il pubblico quanto la gara stessa.
Eppure, il Lombardia va oltre singoli successi. È un tributo all’essenza del ciclismo: una celebrazione fatta di fatica, passione ed emozioni che trascendono il cronometro.
Le strade tra Como e Bergamo raccontano, anno dopo anno, storie indelebili di sacrifici e trionfi. Per ogni ciclista che le affronta, la corsa rappresenta il superamento dei propri limiti e l’ingresso in una tradizione che continua ad ispirare intere generazioni.
Con l’autunno ormai alle porte e le foglie che adornano il paesaggio, la corsa si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella sua affascinante storia. E noi non possiamo che attendere con trepidazione per scoprire quale nome aggiungerà il suo valore a questa leggenda eterna del ciclismo.
IL PERCORSO

Il Giro di Lombardia, l’ultima Classica Monumento della stagione ciclistica, torna con il classico percorso da Como a Bergamo. Con 238 km ricchi di sfide, l’altimetria non lascia tregua e ogni salita mette alla prova anche i corridori più esperti.
Il viaggio inizia da Como, città emblema della competizione, con la suggestiva ascesa alla Madonna del Ghisallo, affrontata dal versante di Asso, simbolo sacro per i ciclisti, caratterizzata da pendenze ardue.
La fase iniziale si distingue per un dislivello significativo, ideale per i corridori con eccellenti doti di scalata. Tuttavia, i successivi 145 km saranno caratterizzati da una serie di salite impegnative, pronte a sfidare i limiti fisici e mentali dei ciclisti.
Dopo la vetta, i corridori affronteranno una discesa che li guiderà lungo la sponda occidentale del ramo lecchese del Lario, seguendo questo tratto fino al passaggio dell’Adda, per poi dirigersi verso la provincia di Bergamo.
Da qui inizia la spettacolare discesa verso Bellagio, immersa in panorami mozzafiato che abbracciano le acque scintillanti del Lago di Como.

Il percorso prosegue verso Lecco, con salite iconiche come Roncola Alta (9,4 km al 6,6%), Berbenno (6,8 km al 4,6%). La discesa che segue condurrà successivamente a un tratto breve ma relativamente tranquillo e pianeggiante, che porterà a raggiungere la località di San Pellegrino Terme. Proprio da questo punto prenderà il via l’ascesa che potrebbe rivelarsi la più impegnativa e sfidante della giornata: la salita verso il temuto Passo della Crocetta (11 km al 6,2%).
Un breve respiro e ci si avvia verso Zambia Alta (9,5 km al 3,5%). Situato a un‘altitudine di 1257 metri, questo tratto costituirà il punto più alto dell‘intero percorso, offrendo probabilmente una delle sfide più impegnative della gara. Una volta superata questa porzione, ci troveremo a una distanza di 64 km dalla linea del traguardo, un segmento finale che richiederà resistenza e strategia per essere affrontato al meglio.
A questo punto, i corridori affronteranno una lunga discesa che li condurrà fino a Gazzaniga, per poi iniziare subito la salita verso il Passo di Ganda (9,2 km al 7,3%), ultima fatica prima dei 32 km finali, per un dislivello complessivo di oltre 4400 metri. Questo tratto rappresenta un’altra sfida impegnativa e insidiosa, resa ancora più dura dal fatto che si colloca oltre i primi 200 km di gara.
GLI ULTIMI KM

Dopo l’ardua serie di ascese, i corridori intraprenderanno la discesa verso Selvino, caratterizzata da 19 tornanti e un fondo liscio. Qui la carreggiata sarà ampia e consentirà di acquisire una maggiore velocità. Tuttavia, la giusta dose di prudenza sarà fondamentale per affrontare i tornanti senza compromettere le posizioni e rischiare brutte cadute.
Gli ultimi chilometri del percorso si snodano attraverso Bergamo Alta, iniziando con la salita verso la Porta Garibaldi e proseguendo su di un tratto caratterizzato da circa 200 metri di pavimentazione in acciottolato fino allo strappo di Largo Colle Aperto. Questo tratto impegnativo si conclude a una distanza di poco superiore ai 3 km dalla linea di arrivo e rappresenterà, come da tradizione, uno dei momenti più vibranti del percorso.
La prima sezione della salita presenta pendenze costanti superiori al 10%, con punte massime del 12%.
La discesa offre una carreggiata ampia e ben asfaltata, con fondo liscio, e costituisce un’ottima occasione per recuperare velocità. A circa 1800 metri dal traguardo, si incontra una svolta brusca accompagnata da una breve strettoia necessaria per attraversare la Porta Sant’Agostino.
Superato l’ultimo chilometro, si affronta una curva ampia a sinistra che introduce al rettilineo finale di 800 metri, caratterizzato da una larghezza di 7,5 metri. Questo tratto conclusivo, asfaltato, presenta inizialmente una leggera discesa, mentre l’ultima parte si sviluppa su terreno pianeggiante.
Sarà proprio qui che gli sprinter avranno l’opportunità di esprimere il massimo delle loro capacità, rendendo la conclusione della competizione tanto attesa quanto emozionante.
Il Giro di Lombardia 2025 promette una sfida tecnica e spettacolare, regalando emozioni ai ciclisti e al pubblico.
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VITTORIA STORICA DI TADEJ POGACAR AL LOMBARDIA 2024
Gara di ciclismo su stradaNel 2024, Tadej Pogacar ha trionfato nella 118ª edizione del Giro di Lombardia, consolidando ulteriormente la sua posizione tra i grandi del ciclismo mondiale.
Questo prestigioso appuntamento del calendario ciclistico ha messo in luce le straordinarie doti del campione sloveno, che ha completato il percorso in 6 ore, 4 minuti e 58 secondi con una media di 41,922 km/h.
La gara è stata segnata dalla sua impressionante fuga solitaria di 48,5 km, iniziata sulla temuta Colma di Sormano, punto cruciale nella strategia della competizione.
Con questa vittoria, Pogacar ha raggiunto un importante traguardo personale e storico, eguagliando il record di quattro successi consecutivi in questa corsa, detenuto da Fausto Coppi dal 1946 al 1949.
Questo risultato non solo evidenzia la straordinaria continuità delle sue prestazioni, ma lo inserisce tra le leggende del ciclismo. Ancor più straordinaria è la sua posizione come primo corridore nella storia ad aver vinto nello stesso anno il Giro d’Italia, il Tour de France, il campionato mondiale e due classiche monumento.
La capacità di Pogacar di scegliere il momento perfetto per attaccare e gestione magistrale della salita hanno permesso di staccarsi dai rivali con precisione tattica, come di consueto.
La sua fuga gli ha garantito un vantaggio finale di 3 minuti e 16 secondi su Remco Evenepoel, un margine che in termini storici non si vedeva dal 1971, anno in cui Eddy Merckx vinse con 3 minuti e 31 secondi su Franco Bitossi.
Questo dato sottolinea l’eccezionalità della performance dello sloveno e la portata della sua superiorità. La combinazione tra forza atletica, intelligenza strategica e tenacia mentale lo rende un atleta straordinario che continuerà a scrivere pagine importanti nella storia del ciclismo internazionale.
Quest’anno, fresco della recente vittoria ai Mondiali in Rwanda, ce la farà il nostro campione a superare se stesso e a vincere la competizione per la quinta volta consecutiva?




