BAD RAGAZ COSA VEDERE: ESCURSIONI E CICLOVIA LUNGO IL TOUR DE SUISSE 2026

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Passaggio del TOUR DE SUISSE

LA TAPPA 3 DEL TOUR DE SUISSE PARTE E ARRIVA QUI

Il 19 giugno 2026, per alcune ore, le strade di Bad Ragaz appartengono ai corridori del Tour de Suisse 2026.

Il gruppo parte in mattinata, risale le valli grigionesi, affronta i saliscendi del Cantone di San Gallo e torna dove aveva cominciato. Una tappa in circuito di 157 chilometri con oltre 2.300 metri di dislivello, progettata per stancare le gambe e far esplodere la corsa nelle ultime rampe prima dell’arrivo.

Chi si sistema sulla scalinata della chiesa parrocchiale o lungo il viale delle terme vede il gruppo passare due volte in poche ore. Poi il silenzio torna.

Ed è proprio in quel momento che inizia il viaggio vero.

Perché il Tour de Suisse a Bad Ragaz dura un giorno. Ma visitare Bad Ragaz richiede tempo.
È quello che succede in ogni città di tappa di ogni corsa ciclistica professionale: un giorno di caos controllato, migliaia di persone, transenne arancioni, la carovana pubblicitaria che precede i corridori con i suoi camion improbabili.

Poi la corsa finisce e la città riprende il suo ritmo. A Bad Ragaz, quel ritmo è lento, termale, profondo. Ed è esattamente quello che merita un’esplorazione più lunga di quella che concede il peloton.

La corsa attraversa la città in un lampo. Il territorio, invece, chiede di fermarsi: nelle piscine termali a 36,5 gradi, lungo la Tamina Gorge dove l’acqua sgorga dalla roccia, tra i vigneti di Maienfeld o sulla terrazza del Sargans Castle.
Questo articolo nasce da qui: dalla differenza tra chi passa e chi resta

E da una domanda semplice: cosa fare a Bad Ragaz dopo la tappa del Tour de Suisse?

Un percorso che i corridori coprono in un giorno e mezzo di gara, ma che per chi viaggia lento diventa un weekend di straordinaria bellezza transfrontaliera.

Indice dei contenuti

BAD RAGAZ: UNA CITTÀ TERMALE CHE NON HA BISOGNO DI FARSI PUBBLICITÀ

Panoramica della città di BAD RAGAZ
Vista panoramica della città di Bad Ragaz

Bad Ragaz si trova nel Canton San Gallo, nella Svizzera orientale, a 509 metri sul livello del mare. È una piccola città di poco più di 5.000 abitanti, incastonata tra le Alpi e la Valle del Reno. Si trova a pochi chilometri dal confine con il Liechtenstein e con il Canton Grigioni.

Non compare spesso nelle guide italiane.

Non ha un lago iconico.

Non possiede un centro storico da cartolina.

Ha qualcosa di più raro: una quiete di lusso, costruita in secoli di cultura termale, che non dipende dai turisti di passaggio per giustificare sé stessa.

Le origini della tradizione termale

La storia di Bad Ragaz come destinazione termale comincia nel 1242. Due cacciatori del monastero benedettino di Pfäfers scoprirono una sorgente calda nascosta nelle profondità della Gola della Tamina.

L’acqua sgorgava – e sgorga ancora oggi – a 36,5 gradi. Esattamente la temperatura del corpo umano.

I monaci compresero subito le proprietà curative della sorgente. Iniziarono così a portare i malati nella gola. Poiché il luogo era quasi inaccessibile, i pazienti venivano calati con funi e ceste fino al fiume Tamina. Spesso erano bendati, per non vedere il vuoto sotto di loro.

Un sistema radicale. Tuttavia racconta quanto fosse forte la fiducia nelle qualità terapeutiche dell’acqua.

Paracelso e la fama internazionale

Nel 1535 il medico e filosofo Paracelsus visitò i bagni di Pfäfers. Analizzò l’acqua e ne riconobbe il valore scientifico: temperatura costante, basso contenuto minerale, proprietà curative documentate.

La sua attestazione diede alla sorgente di Pfäfers una fama internazionale. Una reputazione che dura ancora oggi.

Nel corso dei secoli successivi, le terme si spostarono dalla gola al fondovalle. Nel 1840 l’acqua termale venne canalizzata fino a Bad Ragaz attraverso una condotta di 18 chilometri. Attorno a quel flusso nacque una città termale di raffinato livello europeo.

L’età d’oro delle terme

Tamina Therme Bad Ragaz
Photo Credit “Tripadvisor”

Il simbolo di questa stagione è il Grand Hotel Quellenhof, costruito nel 1868. L’edificio domina il parco con la sua architettura imponente. I giardini scendono verso il centro, tra ristoranti stellati, campi da golf e accesso diretto alle terme. Nella seconda metà dell’Ottocento attirava nobili russi, aristocratici europei e intellettuali in cerca di riposo.

Nel 1872 aprì la prima piscina termale al coperto d’Europa, la Tamina Therme. Oggi si presenta con un’architettura contemporanea di grande qualità, integrata nel complesso del Grand Resort Bad Ragaz.

Le Tamina Therme: l’acqua a temperatura del corpo

Le Tamina Therme Bad Ragaz
Le Tamina Therme Bad Ragaz

Le Tamina Therme sono il cuore fisico e simbolico di Bad Ragaz.

L’edificio attuale è stato ricostruito negli anni Duemila. Il progetto unisce vetro, pietra e legno con grande eleganza.

Le piscine interne ed esterne sono alimentate dall’acqua termale a 36,5 gradi. E’ la stessa acqua che sgorga dalla Gola della Tamina.

All’interno si trovano lettini a bolle, getti massaggianti, un canale di corrente, un laghetto naturale con vista sulle montagne.

Il mondo delle saune propone cerimonie di infusione con profumi naturali come le essenze di pino, eucalipto e agrumi.

I trattamenti benessere includono massaggi, idroterapia, fanghi. E’ consigliabile prenotare in anticipo, soprattutto in alta stagione.

Fuori stagione, le terme di Bad Ragaz cambiano ritmo: meno gente, meno rumore, più spazio. L’esperienza diventa più contemplativa. Si resta a lungo nell’acqua calda. E si osservano le Alpi che circondano la città.

Le Tamina Therme Bad Ragaz
Photo Credit “Tripadvisor”

Molti alberghi del Grand Resort propongono pacchetti che includono l’accesso alle terme. Se vuoi trovare il tuo alloggio a Bad Ragaz con accesso diretto alle piscine, vale la pena confrontare le disponibilità con anticipo, soprattutto in alta stagione.
⇒ Consiglio pratico: se visiti la Gola della Tamina al mattino (apertura ore 10.00), puoi dedicare il pomeriggio alle Tamina Therme. E’ una sequenza semplice. Ma funziona perfettamente. Prima la sorgente naturale. Poi l’acqua trasformata in benessere.

Il centro di Bad Ragaz: passeggiare senza meta

Oltre alle terme, il centro di Bad Ragaz è piccolo, ordinato e sorprendentemente tranquillo.

Non è una città costruita per essere visitata tappa dopo tappa. Non ha grandi monumenti da inseguire sulla mappa. È piuttosto un luogo che invita a rallentare, a camminare senza una direzione precisa, lasciando che il ritmo si abbassi da solo.

Lungo i viali alberati si incontrano negozi discreti, piazze silenziose e spazi aperti che non cercano attenzione. Nel parco cittadino del Grand Resort Bad Ragaz si estendono ippocastani e prati curati, mentre in alcuni periodi dell’anno il paesaggio urbano si trasforma con la mostra diffusa di sculture Bad RagARTz, che porta l’arte contemporanea direttamente nello spazio pubblico.

Grand Resort Bad Ragaz
Photo Credit ” Grand Resort Bad Ragaz

Qui la città non si visita in modo lineare. Si attraversa. E mentre si cammina, si nota qualcosa di più raro: una quotidianità che non è stata costruita per il turismo, ma che semplicemente continua a scorrere.

La chiesa protestante, il mercato settimanale estivo, i residenti che attraversano la piazza senza fretta: sono piccoli gesti che raccontano una città reale, non scenografica.

Ed è proprio questo che distingue Bad Ragaz da molte destinazioni alpine. Non è un luogo che si accende quando arrivano i visitatori. È un luogo che resta sé stesso, sempre.

Grand Resort Bad Ragaz
Photo Credit ” Grand Resort Bad Ragaz

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LA GOLA DELLA TAMINA: IL CANYON DOVE NASCE L’ACQUA

A pochi chilometri da Bad Ragaz, risalendo la valle del fiume Tamina, si apre uno dei paesaggi più impressionanti della Svizzera orientale.

La Gola della Tamina è una fenditura nella roccia calcarea profonda fino a 80 metri. In alcuni punti si restringe a pochi metri di larghezza. Sul fondo scorre un torrente color smeraldo.

È qui che nasce la sorgente termale che ha reso famosa Bad Ragaz. A circa 200 metri di profondità, l’acqua sgorga con una portata di circa 8.000 litri al minuto. La temperatura resta costante: 36,5 gradi.

LA GOLA DELLA TAMINA: IL CANYON DOVE NASCE L'ACQUA
Photo Credit “Tripadvisor”

Un paesaggio che si attraversa con i sensi

La Tamina Gorge è accessibile solo in determinati periodi dell’anno, dal 2 maggio al 25 ottobre. Si entra attraverso un sentiero attrezzato che penetra nella roccia per circa 450 metri.

Il percorso passa anche in una galleria scavata nel calcare. Poi conduce fino alla grotta della sorgente.

Avvicinandosi, il cambiamento è immediato. Le pareti si stringono, la luce si attenua, il rumore dell’acqua diventa più presente. L’acqua non si vede solo: si sente, si percepisce prima ancora di raggiungerla.

È uno di quei luoghi che non hanno bisogno di spiegazioni. Funzionano attraverso i sensi, non attraverso le descrizioni.

Tamina Gorge
Photo Credit “Tripadvisor”

Altes Bad Pfäfers: le origini delle terme

All’ingresso della gola si trova l’Altes Bad Pfäfers, il più antico stabilimento termale barocco della Svizzera ancora conservato.

L’edificio fu costruito tra il 1704 e il 1716, quando la sorgente apparteneva ancora al monastero benedettino di Pfäfers.

Oggi ospita un museo, un ristorante e un centro culturale. La visita racconta l’evoluzione della cultura termale nella valle.

Si passa dalla scoperta medievale della sorgente alle prime vasche di legno lungo il fiume Tamina. Poi si arriva alla canalizzazione ottocentesca che portò l’acqua fino a Bad Ragaz.

Come raggiungere la Gola di Tamina

La gola e l’Altes Bad Pfäfers sono soggetti a divieto di transito per le automobili.

Si può arrivare in due modi.

Il primo è a piedi da Bad Ragaz. La camminata dura circa un’ora. Il sentiero segue il fiume Tamina ed è ben segnalato. Non richiede attrezzatura tecnica.

Il secondo è con l’Autopostale svizzero, il tipico autobus giallo che parte dalla stazione di Bad Ragaz e risale la valle a intervalli regolari.

Chi sceglie di camminare attraversa anche uno dei punti più spettacolari del percorso: il Ponte della Tamina. L’arco in pietra attraversa il fiume dall’alto e offre una vista diretta sulla gola.

La camminata completa, andata e ritorno, richiede circa due ore e mezza. Il dislivello è moderato e il percorso è accessibile a chiunque abbia un minimo di abitudine al cammino.

⇒ Orari di apertura Gola della Tamina 2026: 2 maggio – 30 agosto, tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.15. 31 agosto – 25 ottobre, tutti i giorni dalle 10.00 alle 16.15. Ingresso alla grotta della sorgente: CHF 5.

ESCURSIONI A PIEDI: IL PERCORSO CIRCOLARE TAMINA-PFÄFERS-PORTA ROMANA

Il percorso circolare Tamina-Pfäfers-Porta Romana è l’escursione più completa che si possa fare in questo territorio. Non è solo una camminata nella natura: è un percorso che attraversa strati di storia — romana, medievale, barocca, ottocentesca — in un paesaggio che cambia continuamente, dai boschi di fondovalle alle pareti rocciose della gola, fino ai pascoli aperti dell’altopiano di Pfäfers.

Il percorso passo per passo

Si parte dalla stazione ferroviaria di Bad Ragaz o dal centro delle Tamina Therme. Il sentiero costeggia inizialmente il fiume Tamina su un tracciato ben segnato che entra gradualmente nella vegetazione ripariale. Man mano che si risale verso la gola, le pareti rocciose si stringono e la luce diventa più rara.
A metà percorso si incontra il Ponte della Tamina, l’arco più alto della Svizzera, con la sua vista vertiginosa sulla gola sottostante. Poco oltre si raggiungono gli Altes Bad Pfäfers con la grotta della sorgente. È il momento di rallentare ulteriormente: la visita alla grotta, con i suoi 450 metri di sentiero nella roccia fino alla sorgente, è un’esperienza che richiede tempo e attenzione.
Dal complesso barocco degli Altes Bad Pfäfers inizia la salita verso il paese di Pfäfers, su un sentiero che attraversa un ponte naturale sospeso sul vuoto e risale il bosco con una serie di tornanti. Il paese di Pfäfers è dominato dall’imponente chiesa barocca e dall’ex abbazia benedettina, il monastero che per secoli fu il proprietario della sorgente termale.
Da Pfäfers si scende lungo la Porta Romana, l’antica via militare e commerciale che i Romani usarono per attraversare le Alpi in questa zona. Il sentiero è largo e ben conservato, con una pavimentazione in pietra che in alcuni tratti è quella originale del periodo romano. Si scende attraverso boschi e vigneti, con viste sempre più ampie sulla Valle del Reno, fino a raggiungere le rive del Reno dove si prosegue verso Bad Ragaz.

Dati tecnici del percorso

Lunghezza totale: circa 12-14 chilometri. Dislivello in salita: circa 400 metri. Tempo stimato: 4-5 ore compresa la visita alla grotta. Difficoltà: media. Periodi consigliati: maggio-ottobre. Equipaggiamento: scarpe da trekking, acqua, abbigliamento a strati.

⇒ Alternativa più breve: raggiungere gli Altes Bad Pfäfers in autopostale (~20 min) e tornare a piedi lungo il Tamina – circa 1 ora e 15 minuti in discesa.

Il percorso Bad Ragaz – Mapragg – Gigerwaldsee per i più allenati

Chi cerca qualcosa di più impegnativo può seguire il sentiero verso il lago Mapragg e il lago di Gigerwald, attraversando la zona boscosa di Badtobel e il paese di Valens. È un percorso adatto a camminatori esperti, percorribile anche in varianti più brevi puntando solo al lago Mapragg. I sentieri sono generalmente poco frequentati anche in alta stagione. Un vantaggio non secondario per chi ama le escursioni a Bad Ragaz lintano dai circuiti più battuti.

IN BICI: LA CICLOVIA DEL RENO (VELOROUTE 2)

LA CICLOVIA DEL RENO (VELOROUTE 2)
Photo Credit ” Komoot “

La Valle del Reno tra Bad Ragaz e i Grigioni è uno dei corridoi ciclistici più belli della Svizzera orientale. Il Reno scorre largo e potente attraverso una valle ampia, con le Alpi che si alzano su entrambi i lati e i vigneti terrazzati che coprono i pendii esposti al sole. Lungo le rive del fiume corre la Veloroute 2, una delle dieci ciclovie nazionali svizzere, che percorre l’intero corso del Reno dalla sorgente al confine con l’Austria. Quasi 400 chilometri in totale.
Il tratto da Bad Ragaz verso sud, in direzione di Coira e poi dei Grigioni, è tra i più spettacolari e accessibili. La pista è quasi completamente pianeggiante lungo il fondovalle, ben segnalata, spesso separata dal traffico automobilistico, con il Reno sempre in vista. È il cicloturismo lento nella sua forma più pura: nessuna salita impegnativa, solo il paesaggio alpino che scorre a ritmo di pedalata.

Il tratto consigliato: Bad Ragaz – Coira (circa 30 km)

Il percorso da Bad Ragaz a Coira lungo la ciclovia del Reno è di circa 30 chilometri con dislivello minimo, percorribile in meno di due ore da un ciclista di media resistenza. Lungo la strada si attraversano piccoli paesi grigionesi, si costeggia il Reno, si passa sotto il profilo del castello di Sargans, che dal fondovalle appare come una sentinella medievale su un promontorio boscoso.

Chi vuole fare una sosta interessante può deviare verso Maienfeld, il paese dei vigneti renici, appena fuori dal percorso principale.

Noleggio bici a Bad Ragaz

Bad Ragaz dispone di punti noleggio bici, incluso il servizio di e-bike GPS che permette di esplorare il territorio circostante con itinerari guidati elettronicamente. Il noleggio è disponibile attraverso il Grand Resort Bad Ragaz e attraverso alcuni negozi del centro.

⇒ Chi non viaggia con la propria bicicletta può noleggiare una bici o un’e-bike direttamente online prima di partire, confrontando disponibilità e tariffe tra i diversi operatori della zona.

Chi preferisce portare la propria bicicletta troverà le Ferrovie Federali Svizzere molto accomodanti: le bici sono accettate su quasi tutti i treni regionali con un supplemento modesto, prenotabile online su sbb.ch.

⇒ Consiglio pratico: la Veloroute 2 è percorribile anche con una bici da turismo normale. Non è necessaria una mountain bike. Per famiglie con bambini, il tratto pianeggiante da Bad Ragaz verso Sargans è adatto a tutti i livelli.

I DINTORNI: TRE METE A MENO DI 20 MINUTI

Uno dei vantaggi meno celebrati di Bad Ragaz è la sua posizione. In meno di venti minuti – in auto, in bici o con i mezzi pubblici – si raggiungono tre destinazioni che da sole varrebbero un viaggio: un castello medievale con vista su tutta la valle, il paese che ha ispirato uno dei romanzi per ragazzi più letti al mondo, e uno stato sovrano che non esiste su nessuna carta mentale del turismo di massa.

Tre mete diverse per atmosfera e per storia, accomunate da una qualità rara: nessuna delle tre si è costruita attorno al visitatore. Ci sono prima, e ci saranno dopo. Il che, per chi viaggia lentamente, è esattamente la garanzia che si cerca.

Sargans: il castello che domina la Valle del Reno
Di Kurt Riedberger – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikimedia

Sargans: il castello che domina la Valle del Reno

A cinque chilometri da Bad Ragaz, Sargans custodisce uno dei castelli medievali più belli della Svizzera orientale. Il Castello di Sargans fu costruito nel XII secolo dai conti di Werdenberg-Sargans come centro amministrativo e complesso fortificato. Visibile da lontano, si erge su un promontorio che domina l’intera Valle del Reno e il punto di confluenza tra il Reno e la Seez, un luogo strategicamente cruciale per secoli di storia alpina.
Il castello ospita il Museo del Sarganserland, distribuito sui sei piani della torre. Nel 1983 fu il primo museo svizzero a ricevere il premio europeo “Museo dell’anno”. L’esposizione racconta la storia, l’artigianato, le miniere del monte Gonzen e la vita degli alpigiani di questa regione — non un catalogo polveroso, ma una ricostruzione vivace di un territorio e di una comunità attraverso oggetti, documenti e ambienti ricostruiti.

Maienfeld e i Grigioni: tra i vigneti di Heidi e le vette di St. Moritz

Maienfeld e i Grigioni: tra i vigneti di Heidi e le vette di St. Moritz
Maienfeld e i Grigioni: tra i vigneti di Heidi e le vette di St. Moritz

Maienfeld si trova a otto chilometri da Bad Ragaz, appena oltre il confine cantonale con i Grigioni. È il paese che Johanna Spyri scelse come ambientazione del romanzo Heidi, la bambina di montagna che nella versione animata giapponese degli anni Settanta ha raggiunto una fama globale che in Svizzera ancora si respira.

Ma Maienfeld è innanzitutto un paese di vino di alta qualità. Il clima è temperato dal Favonio, il vento caldo alpino che permette la coltivazione di vigneti pregiati a latitudini nordiche.
Il Pinot Nero è il vitigno dominante, vinificato in cantine storiche – le Torkel – che si aprono ai visitatori per degustazioni. I vigneti terrazzati sui pendii del monte Falknis, con le Alpi Retiche sullo sfondo, compongono uno dei paesaggi vinicoli più belli della Svizzera.
E proprio da qui, dal bordo di questi terrazzamenti, lo sguardo corre naturalmente verso est, verso un territorio che cambia carattere a ogni passo. Bad Ragaz, con le sue acque termali che salgono dal sottosuolo a oltre 36 gradi, è già un mondo a parte. Una cittadina elegante e silenziosa che i viaggiatori frettolosi attraversano senza fermarsi, e che invece merita almeno una sosta, una passeggiata lungo il Tamina, un respiro lento prima di salire.

lago Davosersee
By taken by de:Benutzer:Flyout – Own work, CC BY-SA 3.0, Wikimedia

Da lì la strada punta verso Davos, la città più alta d’Europa a vocazione urbana, che d’estate si trasforma in qualcosa di sorprendente: i grandi alberghi si svuotano dei banchieri e si riempiono di escursionisti, i sentieri sopra il lago Davosersee profumano di resina e fieno tagliato, e il caos del World Economic Forum sembra appartenere a un altro pianeta.

Ancora più su, oltre il passo, si arriva a St. Moritz e qui il paesaggio cambia registro un’altra volta. Il lago riflette un cielo che sembra dipinto, i larici hanno il colore dell’oro antico in autunno, e anche chi non ama i posti alla moda deve riconoscere che quella luce, a quella quota, non ha paragoni.

Il cerchio si chiude a Coira, la città più antica della Svizzera, con il suo centro medievale compresso tra vicoli di pietra e la cattedrale che domina la valle del Reno.

Quattro luoghi, quattro caratteri diversi, un unico filo che li attraversa: la montagna, quella vera, quella che non si spiega ma si respira. Un tour privato di un giorno tocca Bad Ragaz, Davos, St. Moritz e Coira, attraversando quote e scenari che difficilmente si dimenticano.

Heidi Dorf, il villaggio di Heidi è aperto da metà marzo a metà novembre, tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00. Biglietto adulti CHF 13.90, ragazzi CHF 5.90.

Il Liechtenstein: una curiosità di confine

Il Liechtenstein
Vista panoramnica del Liechtenstein

A venti minuti da Bad Ragaz, il Principato del Liechtenstein è uno degli stati più piccoli e più curiosi del mondo. Centosessanta chilometri quadrati, poco meno di quarantamila abitanti, incastonato tra la Svizzera e l’Austria lungo la riva destra del Reno. Un paese senza aeroporto, senza autostrade, senza esercito: quest’ultimo abolito nel 1868 per motivi di bilancio, e da allora mai ricostituito.
La capitale Vaduz è una piccola città silenziosa e ordinata, dove la via principale pedonale – Das Städtle – è un museo a cielo aperto disseminato di sculture contemporanee di artisti internazionali, tra cui una celebre opera di Fernando Botero.

Il Castello di Vaduz, arroccato sul colle sopra la città, è la residenza ufficiale del Principe regnante Hans-Adam II ed è chiuso al pubblico tutto l’anno, tranne il 15 agosto, giorno della festa nazionale, quando i cancelli si aprono per una sola sera. Salire a piedi fino alle mura vale comunque il dislivello: la vista sulla Valle del Reno è tra le più belle della regione.
Il Kunstmuseum Liechtenstein, la Galleria d’Arte Nazionale, è uno degli edifici contemporanei più eleganti della zona, un cubo di basalto nero e cemento che ospita una collezione di arte moderna e contemporanea di livello internazionale. Il Liechtensteinisches Landesmuseum, poco distante, racconta invece la storia del principato con una narrazione sorprendentemente vivace.

Il Castello di Vaduz Principato del Liechtenstein
Il Castello di Vaduz Principato del Liechtenstein

Ma la cosa che pochi sanno, e che vale la pena raccontare, è che il Liechtenstein possiede una delle curiosità diplomatiche più esilaranti d’Europa. Nel marzo del 2007, durante un’esercitazione notturna, un gruppo di 170 soldati svizzeri si perse nei boschi e sconfinò di oltre un chilometro nel territorio del Principato, in uniforme mimetica e armati. All’alba si accorsero dell’errore e rientrarono in silenzio alla base. Il governo svizzero inviò una nota ufficiale di scuse, ma le autorità del Liechtenstein ammisero candidamente che nessuno si era accorto di nulla. Un paese così pacifico da non riuscire nemmeno a registrare un’invasione.
Per chi vuole portare a casa un souvenir insolito, il centro turistico di Vaduz timbra i passaporti con il sigillo del Principato per tre franchi svizzeri. Non ha valore legale, ma è uno dei ricordi più originali che si possano raccogliere in un viaggio in questa parte d’Europa.
Mezza giornata basta per attraversare Vaduz da cima a fondo. Ma è uno di quei posti che si raccontano al ritorno con una certa soddisfazione geografica: piccolo, orgoglioso, improbabilmente ricco, e stranamente fuori dal tempo.

⇒ Per chi vuole visitare Vaduz e il Lichtstein, è possibile prenotare visite guidate  direttamente online, scegliendo tra numerosi tipi di esperienze inedite.

LEGGENDE E CURIOSITÀ DI BAD RAGAZ: QUELLO CHE NON TROVATE ALTROVE

Ogni luogo antico custodisce storie che i cartelli turistici non riportano. Bad Ragaz, con i suoi quasi otto secoli di storia termale, ne ha più di quante si possano raccontare in un articolo. Eccone alcune tra le più curiose.

I ciechi della Tamina

La leggenda più antica legata alla sorgente riguarda i ciechi della Tamina. Secondo la tradizione popolare del Canton San Gallo, nei primi secoli di utilizzo della sorgente si credeva che l’acqua della Tamina avesse il potere di restituire la vista. I monaci di Pfäfers portavano i ciechi alla gola e li facevano immergere per giorni nelle acque. In alcuni casi, la vista tornava, o almeno così raccontavano i sopravvissuti alla discesa con le funi nel buio della gola.

Queste guarigioni alimentarono per secoli una devozione quasi religiosa verso la sorgente, indipendente dalla fede cristiana, come se l’acqua avesse una forza propria, pre-cristiana e più antica.

Paracelso e l’acqua che non cura nulla, ma guarisce tutto

Quando Paracelso visitò i bagni di Pfäfers nel 1535, scrisse una cosa apparentemente contraddittoria: l’acqua della Tamina non aveva quasi nessun minerale disciolto, era chimicamente quasi pura come l’acqua piovana. Eppure curava. La sua spiegazione – rivoluzionaria per l’epoca – fu che il potere terapeutico non era nelle sostanze contenute nell’acqua, ma nella temperatura costante e nel calore che penetrava nel corpo. Paracelso fu il primo a sostenere che il calore in sé fosse una medicina, anticipando di secoli la moderna balneoterapia. Quella nota – scritta in una locanda di Pfäfers in un solo giorno, secondo le biografie – è ancora oggi considerata uno dei testi fondativi della medicina termale europea.

Il segreto del canale di 18 chilometri

Quando nel 1840 si decise di canalizzare l’acqua dalla gola fino a Bad Ragaz, il problema tecnico sembrava insormontabile: 18 chilometri di condotta in legno, scavata nella roccia e nei boschi, dovevano mantenere l’acqua termale a 36,5 gradi per tutto il percorso. La soluzione fu geniale nella sua semplicità: il canale fu costruito con una pendenza calibrata al millimetro, in modo che l’acqua fluisse abbastanza velocemente da non raffreddarsi, ma abbastanza lentamente da non perdere pressione. Il calcolo fu fatto interamente a mano, senza strumenti elettronici. Ancora oggi, quell’acqua arriva alle terme alla stessa temperatura di quando sgorga dalla roccia.

La camera 211 del Quellenhof

Il Grand Hotel Quellenhof ha ospitato nei suoi 150 anni di storia un catalogo di personalità che farebbe invidia a qualsiasi albergo europeo: re, imperatori, scrittori, industriali.

Ma la storia più curiosa riguarda una camera specifica, la 211, che secondo la tradizione orale del personale storico dell’albergo era la preferita di Rainer Maria Rilke, che vi soggiornò più volte tra il 1910 e il 1913 mentre lavorava alle Elegie Duinesi. Rilke cercava il silenzio per scrivere e Bad Ragaz, che già allora era una città di quiete termale, gliene offriva abbastanza.

Non è una storia documentata nei libri di storia letteraria, ma è raccontata con precisione dai vecchi dipendenti dell’albergo come uno dei segreti della casa.

La via dei sali: il commercio che ha fatto la valle

Prima ancora delle terme, Bad Ragaz era un nodo commerciale fondamentale per il traffico tra la Svizzera italiana e quella germanica. Lungo la Valle del Reno passava la via dei sali, la rotta che portava il sale dalle saline di Hall in Tirolo verso le città della Pianura Padana.

I mercanti che percorrevano questa strada si fermavano a Bad Ragaz, dove i monasteri offrivano ospitalità e dove le acque termali erano già note come rimedio per le malattie del viaggio. La Porta Romana – il sentiero che oggi i turisti percorrono come itinerario escursionistico – era in origine il tratto di questa rotta commerciale che saliva verso Pfäfers e scendeva dall’altra parte verso il Reno.

Camminare oggi sulla Porta Romana significa camminare sugli stessi sassi che i mercanti medievali percorrevano carichi di sale.

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UN WEEKEND TRA VALTELLINA E BAD RAGAZ SEGUENDO IL TOUR DE SUISSE

Il Tour de Suisse 2026 ha costruito involontariamente uno degli itinerari di viaggio più belli tra Italia e Svizzera. Il Grand Départ è a Sondrio il 17 giugno: la prima partenza italiana in 89 anni di storia della corsa. La tappa 3, il 19 giugno, è il circuito di Bad Ragaz. Tre giorni di gara che disegnano un percorso transfrontaliero di straordinaria coerenza geografica.
Seguire quel percorso a ritmo di viaggio lento significa attraversare due territori che per secoli hanno condiviso storia e cultura alpina: la Valtellina, che i Grigioni chiamano il 27° Cantone, e la Svizzera orientale.

Panorama Chiesa in Valmalengo
Panorama Chiesa in Valmalengo

Itinerario di 3 giorni: Sondrio – Maloja – Bad Ragaz

Giorno 1 — Sondrio e la Valtellina 
La mattina del 17 giugno, Sondrio accoglie il Tour de Suisse in Piazza Garibaldi. Il Ponte nel Cielo – 140 metri di altezza, 234 metri di lunghezza – è una delle attrazioni più spettacolari della Valtellina. Il Castello Masegra, medievale, domina la città dall’alto. Il Sentiero Valtellina, la ciclovia di 114 chilometri da Colico a Bormio, è il simbolo del cicloturismo valtellinese.
Nel pomeriggio vale la pena spostarsi verso Teglio – il paese dei pizzoccheri – o verso Tirano, dove la basilica della Madonna di Tirano e la stazione del Trenino del Bernina compongono un paesaggio di straordinaria bellezza. Se avete già letto il nostro articolo su Chiesa in Valmalenco, sapete che la valle laterale della Valmalenco è uno dei territori più belli della Lombardia montana: una deviazione di mezza giornata vale il percorso.
Giorno 2 — Il Passo del Maloja e l’Engadina 
Il secondo giorno è il giorno della traversata. Da Sondrio si sale verso Chiavenna, poi si imbocca la SS37 del Maloja, che attraversa la Val Bregaglia e sale verso il confine svizzero a 1815 metri di altitudine. È uno dei valichi alpini più scenografici delle Alpi centrali: non ha la verticalità drammatica dello Stelvio o del Bernina, ma ha una qualità luminosa, quasi nordica.
I laghi di Sils e Silvaplana, il paese di Maloja con il Lägh da Cavlocc – un lago balneabile a 1907 metri – sono le prime sorprese del versante svizzero. Si prosegue verso St. Moritz, poi si scende verso Coira attraverso la Valle del Reno grigionese. Coira, capoluogo dei Grigioni e città più antica della Svizzera, merita una sosta prima del tratto finale verso Bad Ragaz.
Giorno 3 — Bad Ragaz 
Il terzo giorno è dedicato a Bad Ragaz. Si può assistere alla tappa 3 del Tour de Suisse – partenza e arrivo nel centro città, con il gruppo che passa due volte – oppure seguire il proprio itinerario: la Gola della Tamina al mattino, le Tamina Therme nel pomeriggio, la passeggiata serale tra i vigneti di Maienfeld.

⇒ Nota per chi segue la corsa: se volete vedere sia la tappa 1 (Sondrio, 17 giugno) che la tappa 3 (Bad Ragaz, 19 giugno), il programma di 3 giorni descritto qui è esattamente quello giusto. Il 18 giugno la tappa 2 arriva a Locarno – un’altra possibile sosta lungo la strada. 

UN LIBRO NELLO ZAINO

Ci sono luoghi che si visitano. E poi ci sono luoghi che si preparano.
Se stai programmando un viaggio a Bad Ragaz, nelle Alpi svizzere, puoi iniziare a entrarci dentro attraverso alcune letture che raccontano la montagna alpina, il tempo sospeso e il rapporto tra uomo e natura.

Il riferimento più naturale è La montagna incantata di Thomas Mann. Ambientato a Davos, non lontano da qui, il romanzo trasforma un sanatorio alpino in uno spazio di riflessione esistenziale. È una lettura perfetta per comprendere quell’idea di benessere alpino, silenzio e sospensione del tempo che ancora oggi si respira tra le terme e i paesaggi dei Grigioni.

Se invece vuoi qualcosa di più iconico e legato al territorio, Heidi di Johanna Spyri è ambientato proprio tra Maienfeld e le Alpi svizzere orientali, a pochi chilometri da Bad Ragaz. È il libro che ha fissato nell’immaginario collettivo l’idea di vita alpina autentica, pascoli verdi e aria pura di montagna.

⇒ E quei luoghi esistono ancora: un tour privato da Zurigo ti porta fino a Maienfeld e al Walensee, lungo una strada che sembra uscita dalle pagine del romanzo.

Per una narrativa più contemporanea e intima, La pozza del Felice di Fabio Andina racconta la quotidianità in una valle alpina con uno sguardo delicato e profondamente umano. È perfetto se cerchi un ritmo lento, quasi meditativo, simile a quello che si prova camminando lungo la Gola della Tamina.

Restando nella narrativa di montagna, Neve, cane, piede di Claudio Morandini offre una prospettiva più aspra e solitaria: un uomo isolato in un vallone alpino, il silenzio della neve, la natura che diventa presenza viva. È una lettura che amplifica la dimensione più selvaggia e contemplativa delle Alpi in inverno.

Chi ama storie più ruvide e radicate nel paesaggio può scegliere Nel muro di Mauro Corona, romanzo che racconta la vita in alta quota tra isolamento e memoria. Un testo che restituisce la montagna come spazio fisico e interiore.

Infine, per un tono più classico e raffinato, Un’estate in montagna di Elizabeth von Arnim evoca l’atmosfera delle vacanze alpine di inizio Novecento: natura, introspezione e quel senso di distanza dalla vita urbana che ancora oggi rende Bad Ragaz una meta ideale per rallentare.

Leggere uno di questi libri prima di partire significa arrivare con uno sguardo diverso: più attento ai dettagli, ai silenzi, alla luce sulle vette. Perché la montagna svizzera non è solo un paesaggio, ma un modo di percepire il tempo.

Li trovi con le descrizioni nella pagina dedicata

QUANDO ANDARE E COME ARRIVARE

Il periodo migliore

Bad Ragaz è una di quelle destinazioni rare che funzionano tutto l’anno. Cambia la luce, cambiano i colori, cambia il ritmo, ma resta sempre coerente con la propria identità di località termale alpina sospesa tra natura e silenzio.

L’estate (giugno-agosto) è la stagione più frequentata e più “aperta”. Le Tamina Therme lavorano a pieno regime, la Tamina Gorge è visitabile, i sentieri escursionistici sono tutti percorribili e le temperature restano piacevoli grazie all’altitudine. È il momento ideale per combinare benessere termale e camminate panoramiche nella Valle del Reno.
Nel 2026 l’estate sarà ancora più dinamica: dal 17 al 21 giugno la città sarà coinvolta nel Tour de Suisse, evento che richiama appassionati di ciclismo da tutta Europa. Un’occasione perfetta per vedere Bad Ragaz animarsi, ma anche per pianificare con anticipo alloggi e spostamenti.
La primavera (aprile-maggio) e l’autunno (settembre-ottobre) sono, per chi ama viaggiare seguendo una logica più lenta e consapevole, i periodi migliori. Meno affollamento, prezzi più accessibili, atmosfera più intima.

Chi apprezza le località termali immerse nella natura potrebbe trovare interessante anche Levico Terme in inverno, una destinazione che condivide con Bad Ragaz il legame tra benessere e paesaggio alpino.
In autunno, soprattutto, il paesaggio diventa protagonista: i vigneti di Maienfeld si tingono di rosso e oro, e la Valle del Reno assume una luce calda e radente che amplifica ogni dettaglio. La Gola della Tamina resta aperta fino al 25 ottobre, mentre le terme sono operative tutto l’anno, elemento che rende la destinazione estremamente flessibile.
L’inverno è la stagione più silenziosa e contemplativa. La gola chiude, i vigneti riposano, il Castello di Sargans riduce gli orari di visita. Ma proprio in questo periodo Bad Ragaz mostra il suo lato più autentico: le piscine esterne fumano nel freddo alpino, il paese rallenta, il benessere diventa quasi meditativo. Gennaio, in particolare, regala un’atmosfera ovattata e irreale, perfetta per chi cerca quiete vera.

Come arrivare dall’Italia

Bad Ragaz è raggiungibile dall’Italia in modo sorprendentemente comodo.

In aereo
L’aeroporto più vicino a Bad Ragaz è quello di Zurigo (ZRH), raggiungibile con voli diretti da tutti i principali scali italiani: Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Venezia, Bologna.

Da Zurigo, il collegamento con Bad Ragaz è semplice e veloce: si prende un treno regionale delle Ferrovie Federali Svizzere (SBB) in direzione Coira e si scende a Sargans o direttamente a Bad Ragaz. Il tragitto dura circa un’ora e un quarto.

⇒ Da Zurigo, chi preferisce evitare i mezzi pubblici con bagagli o arrivare direttamente a Bad Ragaz senza cambi può organizzare un trasferimento privato dall’aeroporto, una soluzione comoda soprattutto per famiglie o per chi arriva di sera.

Chi preferisce un aeroporto alternativo può valutare Friedrichshafen (FDH), in Germania, o San Gallo-Altenrhein (ACH), a meno di 40 chilometri da Bad Ragaz, servito da alcune compagnie regionali europee.

In treno

da Milano il collegamento è diretto e semplice: si parte da Milano Centrale con un EuroCity per Zurigo e si scende a Sargans o direttamente a Bad Ragaz. Il viaggio in treno da Milano a Bad Ragaz dura circa 3 ore e mezza e non richiede cambi.
⇒ Chi preferisce organizzare il viaggio con anticipo trova ottime tariffe prenotando con qualche settimana di anticipo rispetto alla data di partenza.

In auto

la distanza da Milano è di circa 200 km. Le opzioni principali sono:

  • attraverso il Passo dello Spluga
  • tramite il traforo del San Bernardino
  • via Coira, scendendo poi verso la Valle del Reno

In condizioni normali il viaggio richiede circa 2 ore e mezza, con panorami alpini che trasformano il trasferimento in parte integrante dell’esperienza.

Per chi preferisce la flessibilità degli orari, noleggiare un’auto per attraversare i valichi alpini è spesso la soluzione più comoda, soprattutto se si pianifica un itinerario su più tappe tra Valtellina e Svizzera orientale.

Da Sondrio si attraversa tutta la valle, si sale verso il Passo del Maloja e si entra nei Grigioni: Bad Ragaz diventa così la tappa finale di un percorso alpino che ricalca esattamente il tracciato del Tour de Suisse. Un viaggio nel viaggio.

In pullman
Per chi viaggia con un budget più contenuto, i servizi di autobus internazionali – tra cui FlixBus e Omio – collegano le principali città italiane con la Svizzera orientale, con fermate a Coira e occasionalmente a Sargans.

I tempi di percorrenza sono più lunghi rispetto al treno. Da Milano si viaggiano circa 4-5 ore, ma i prezzi sono sensibilmente più bassi, soprattutto prenotando con anticipo.

Da Sargans, Bad Ragaz è raggiungibile in pochi minuti con i mezzi locali o con un taxi.

⇒ Chi preferisce organizzare il viaggio con anticipo può confrontare orari e tariffe tra treno, bus e volo su un’unica piattaforma, spesso trovando combinazioni interessanti con qualche settimana di anticipo.

Valuta e pratiche

La Svizzera non è nell’Eurozona: la valuta è il Franco Svizzero (CHF). Al momento della stesura, 1 euro vale circa 0,93 franchi svizzeri – un rapporto quasi paritario.

Le carte di credito sono accettate quasi ovunque, anche per importi contenuti.

⇒ Trattandosi di una destinazione extra-UE, la tessera sanitaria europea non copre tutte le spese mediche in Svizzera. Vale la pena stipulare un’assicurazione di viaggio che includa la copertura sanitaria internazionale, soprattutto se si pianificano escursioni in quota o attività all’aperto.

Chi viaggia in auto deve ricordare che il contrassegno autostradale svizzero (CHF 40) è obbligatorio su tutte le autostrade. Può essere acquistato online prima della partenza oppure direttamente ai valichi di confine.

⇒ Chi viaggia in Svizzera con un piano tariffario europeo deve ricordare che il roaming al di fuori dell’Unione Europea può comportare costi aggiuntivi. Una soluzione pratica è attivare una eSIM internazionale prima di partire, così da avere connessione dati dal primo momento senza sorprese in bolletta.

Bad Ragaz, in definitiva, non è solo una destinazione: è un luogo che cambia pelle con le stagioni, ma resta sempre fedele alla propria promessa di equilibrio tra natura, acqua e silenzio. Scegliere quando andare significa scegliere quale versione di questo equilibrio si vuole vivere.

Bad Ragaz è una delle mete presenti nella nostra guida ai viaggi fuori stagione in Italia e in Europa, dedicata ai luoghi che rivelano il loro volto migliore lontano dai periodi di maggiore affluenza.

Mappa interattiva delle località

 

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